Archivi categoria: conversione/rielaborazione

Sergente dei Paracadutisti Britannici WW II

Questa miniatura in 28 mm raffigura un sergente dei paracadutisti inglesi che svolsero un ruolo fondamentale durante lo sbarco in Normandia e nella tragica operazione Market Garden nel settembre 1944. Le truppe aviotrasportate avevano in dotazione l’uniforme standard, sopra vi indossavano il famoso giubbotto mimetico Dennison, anche l’elmetto si differenziava da quello in dotazione normalmente (quello a bacinella tipico dell’esercito Britannico), per completare la mimetizzazione l’elmetto era ricoperto da una reticella dove venivano inseriti brandelli di iuta.Il pezzo è frutto di un assemblaggio di pezzi di ditte differenti (corpo Wargames Foundry e testa Artizan)
Dopo la preparazione standard (basetta,sabbia,primer bianco) ho dato i colori di base al soldatino: mimetica (Verde oliva), calzoni (marrone uniforme inglese), buffetterie (color kaki), elmetto (verde scuro, viso e mani (carnicino), arma automatica nera, scarpe (nere).
Ho quindi dato sul pezzo(tranne sul viso e le mani ) un lavaggio con l’inchiostro verde militare, sulle parti carnicine invece ho utilizzato il color seppia; asciugato l’inchiostro ho cominciato a tracciare le macchie mimetiche sul giubbotto Dennison (ocra, marrone scuro, verde oliva). Sono passato poi a lumeggiare i pantaloni con un color kaki mischiato al marrone base, per le buffetterie ho utilizzato il kaki mischiato a sabbia e bianco; le ombreggiature le ho ottenute aggiungendo ai colori base del terra di siena bruciato. Il carnicino l’ho lumeggiato aggiungendo al base del giallo brillante e del sabbia, le ombreggiature invece sommando la base al del terra di siena bruciato.
Il terreno è stato dipinto con la tecnica del dry brush dando vari passaggi di color sabbia sempre più chiari, terminata la pittura ho aggiunto dell’erba sintetica ; l’arma automatica è stata dipinta con un passaggio di dry brush molto leggero d’argento.

WWII British Paratroops,miniatura in metallo 28 mm Artizan Designs/Wargames Foundry ,pittura e rielaborazione giallinovagabondo.
WWII British Paratroops,miniatura in metallo 28 mm Artizan Designs/Wargames Foundry ,pittura e rielaborazione giallinovagabondo.
WWII British Paratroops,miniatura in metallo 28 mm Artizan Designs/Wargames Foundry ,pittura e rielaborazione giallinovagabondo.
WWII British Paratroops,miniatura in metallo 28 mm Artizan Designs/Wargames Foundry ,pittura e rielaborazione giallinovagabondo.

FONTI UNIFORMOLOGICHE :
Andrew Mollo – ” Le forze Armate della seconda guerra mondiale – uniformi ,distintivi e organizzazione” – ISTITUTO GEOGRAFICO DE AGOSTINI
Stephen Badsey – ” Arnhem 1944,l’operazione Market-Garden – EDIZIONI DEL PRADO Eserciti e Battaglie n°38
Gregor Ferguson -” I Paracadutisti 1940-1984 ” – EDIZIONI DEL PRADO Serie Uomini in Uniforme n° 9

Bastione Imperiale per Warhammer 40,000 seconda parte

Dopo aver scelto tutti li elementi per comporre la fortificazione ho cominciato a stendere con un grosso pennello un miscuglio di sabbia,colla vinilica e colore verde oliva sul polistirolo; questo per dare una sorta di texture che potesse somigliare al cemento o al granito e che in fase di pittura potesse rendere il massimo.

polistirolo dopo il passaggio con vinavil,sabbia e colore
polistirolo dopo il passaggio con vinavil,sabbia e colore
polistirolo dopo il passaggio con vinavil,sabbia e colore
polistirolo dopo il passaggio con vinavil,sabbia e colore
particolare del polistirolo dopo il passaggio con vinavil,sabbia e colore
particolare del polistirolo dopo il passaggio con vinavil,sabbia e colore

Mentre attendevo l’asciugatura del bastione mi sono dedicato alla pittura delle componenti in plastica; per prima cosa ho dato una mano di primer nero, poi ho steso una mano di verde oliva su alcuni pezzi e metallo scuro su altri, in seguito ho dato un lavaggio di color seppia.

componenti da aggiungere in seguito al bastione
componenti da aggiungere in seguito al bastione

Asciugato il tutto ho dato (con la tecnica del Dry Brush) varie mani di color sabbia sempre più chiaro (questo sulle componenti dipinte in verde oliva) in modo da evidenziare i punti in rilievo e simulare usura e polvere. Sulle parti in metallo sempre con la medesima tecnica ho dato dei colori argentei. Infine do contornato le parti a valle con del nero molto diluito e con un colore tecnico della Citadel ( Typhus Corrosion).

Terminato con le strutture da applicare al termine della pittura sono passato a dipingere il corpo centrale del basione, anche in questo caso ho utilizzato la tecnica del pennello a secco, ho dato infatti varie mani sempre più blande di color carnicino,sabbia e giallo di Napoli. Questo sia sul bastione che sul terreno, quindi con della colla cianoacrilica ho applicato le strutture esterne (armi,torrette ecc.)

Come fase finale ho dettagliato il tutto con dell’erba e dei cespugli sintetici.

particolare bastione terminato
particolare bastione terminato
particolare bastione terminato
particolare bastione terminato
Bastione terminato
Bastione terminato
Bastione Terminato visuale dall'alto
Bastione Terminato visuale dall’alto

Bastione Imperiale per Warhammer 40,000

Questo è il primo di una serie di articoli che ci permetteranno di costruire con poca spesa ed elementi riciclati una fortificazione da utilizzare nel gioco Warhammer 40,000 . In commercio esistono dei bellissimi complementi creati dalla Games Workshop ma il gusto di crearne uno partendo da pochi pezzi di scarto è impagabile!!

Parte fonfamentale del corredo di ogni modellista è una scatola di pezzi inutilizzati o presi da vecchi kit rovinati o rotti..

pezzi provenienti da diversi kit, scarti di lavorazione o riciclati
pezzi provenienti da diversi kit, scarti di lavorazione o riciclati

Come base della fortificazione ho preso un elemento in polistirolo che serviva come blocco nell’imballo di una stampante, la sua forma mi ricordava delle strutture fortificate e alcune scanalature potevano benissimo essere utilizzati come camminamenti, la scala era perfetta , quindi mi sono dedicato alla scelta degli ulteriori elementi da applicarvi.

Blocco in polistirolo utilizzato come struttura portante per la fortezza
Blocco in polistirolo utilizzato come struttura portante per la fortezza
pezzi scelti per la costruzione della fortezza
pezzi scelti per la costruzione della fortezza
prove di posizionamento
prove di posizionamento

Dopo aver scelto i primi pezzi che comporranno la struttura ho cominciato ad incollare il pezzo in polistirolo su di una base in cartoncino, incollandovi pure del sughero per simulare delle rocce, terminata questa prima fase e attesa l’asciugatura della colla potremo dedicarci alla preparazione del terreno che sarà spiegata nel secondo articolo.

posizionamento della struttura su una base in cartoncino
posizionamento della struttura su una base in cartoncino
particolare della base della struttura
particolare della base della struttura

Space Orks Boyz – Modifica

Questa miniatura della Citadel in plastica scala 28mm rappresenta un orchetto spaziale da utilizzare per il gioco Warhammer 40,000, il soldatino fa parte della scatola denominata  Ork Boyz, nella confezione si ha la possibilità di assemblare dieci orki spaziali con differenti possibilità di montaggio. Avendo in precedenza utilizzato i piedi di uno dei pezzi per un’altra rielaborazione mi trovavo un pezzo mutilato, ho quindi preso due meccanismi facenti parte di un mezzo di un altro gioco di fantascienza e con pochi colti di cutter e aggiustamenti con carta abrasiva ho sostituito i piedi con delle protesi meccaniche..

Ho quindi assemblato il pezzo scegliendo accuratamente le varie componenti (corpo ,armi , testa ) le ho per prima cosa ripulite utilizzando un cutter e della carta abrasiva molto sottile, ho assemblato il tutto utilizzando una colla cianoacrilica ; la miniatura è stata poi posizionata su di una base tonda del diametro di 20mm; sulla medesima base ho incollato con della colla vinilica della sabbia da modellismo; asciugata la colla ho spruzzato l’orco con del primer spray nero. Sono passato quindi a dare i colori di base : rosso(pantaloni),cuoio scuro (giubba), vari metalli (armi e borchie), verde scuro (viso),scacchi  neri e rossi(perizoma), cuoio (cintura e bracciali); stesi i colori ho dato un lavaggio d’inchiostro nero .Nella fase della lumeggiatura ho utilizzato i colori di base sfumati con varie punte di bianco, per i metalli invece sono passato a sfumature più chiare (esempio metallo brunito lumeggiato con argento); viceversa le ombreggiature le ho stese aggiungendo del nero ai colori di base. Per il terreno, che precedentemente avevo dipinto con un terra di siena bruciato e poi lavato con dell’inchiostro verde scuro, ho utilizzato la tecnica del dry brush passando varie tonalità di carnicino sempre più chiare, al termine ho dettagliato il tutto con dell’erba sintetica da modellismo.

Ork Boyz, miniatura plastica Games Workshop scala 28 mm, pittura e rielaborazione giallinovagabondo
Ork Boyz, miniatura plastica Games Workshop scala 28 mm, pittura e rielaborazione giallinovagabondo
Ork Boyz, miniatura plastica Games Workshop scala 28 mm, pittura e rielaborazione giallinovagabondo
Ork Boyz, miniatura plastica Games Workshop scala 28 mm, pittura e rielaborazione giallinovagabondo
Ork Boyz, miniatura plastica Games Workshop scala 28 mm, pittura e rielaborazione giallinovagabondo
Ork Boyz, miniatura plastica Games Workshop scala 28 mm, pittura e rielaborazione giallinovagabondo
Ork Boyz, miniatura plastica Games Workshop scala 28 mm, pittura e rielaborazione giallinovagabondo
Ork Boyz, miniatura plastica Games Workshop scala 28 mm, pittura e rielaborazione giallinovagabondo
Ork Boyz, miniatura plastica Games Workshop scala 28 mm, pittura e rielaborazione giallinovagabondo
Ork Boyz, miniatura plastica Games Workshop scala 28 mm, pittura e rielaborazione giallinovagabondo
Ork Boyz, miniatura plastica Games Workshop scala 28 mm, pittura e rielaborazione giallinovagabondo
Ork Boyz, miniatura plastica Games Workshop scala 28 mm, pittura e rielaborazione giallinovagabondo
Ork Boyz, miniatura plastica Games Workshop scala 28 mm, pittura e rielaborazione giallinovagabondo
Ork Boyz, miniatura plastica Games Workshop scala 28 mm, pittura e rielaborazione giallinovagabondo

 

 

 

Fonti Uniformologiche :

Warhammer 40,00 – ” Codex Orki” – Games Workshop

Autocostruzione di una Killa Kan – Pittura

Una volta asciugato completamente il primer nero ho utilizzato la tecnica del dry brush o pennello a secco, la tecnica consiste nel ripulire il pennello da quasi tutto il colore (questo con della carta da cucina tipo scottex ) e quindi stenderlo sulle parti in rilievo della miniatura. Il pennello usato è un pennello n° 2 in pelo di bue, in precedenza avevo tagliato la punta lasciando solo la parte centrale del pennello (volendo si possono utilizzare anche pennelli a lingua di gatto). Ho steso quindi i colori con questa tecnica: un grigio scuro (parte centrale gambe e torretta della Killa ), metallo brunito e oro sulle armi e apparato motore); terminata questa fase ho dato dell’inchiostro nero e seppia su tutta la miniatura, lumeggiando in seguito le parti metalliche con dell’oro e dell’argento. Sulla parte centrale e le gambe ho riutilizzato la tecnica del dry brush stendendo una mano di color sabbia (mano molto leggera), questo per simulare l’usura del colore e la polvere. Sono passato quindi a disegnare una scacchiera bianca e rossa sia sul ventre del mezzo orchesco sia sulla torretta, terminata la pittura ho delineato la scacchiera con del colore ad olio molto diluito color terra d’ombra (questo per simulare la ruggine). I cavi li ho dipinti color verde militare, lavandoli poi  con il terra d’ombra usato per delineare gli scacchi. Per il terreno ho utilizzato sempre il pennello a secco dando varie mani di carnicino sempre più chiaro, terminando poi con una spolverata di bianco; ho dettagliato il tutto con dei cespugli e dell’erba sintetica.

Lattina Assassina, autocostruzione e pittura giallinovagabondo
Killa Kan, autocostruzione e pittura giallinovagabondo

 

Lattina Assassina, autocostruzione e pittura giallinovagabondo
Killa Kan, autocostruzione e pittura giallinovagabondo

 

Lattina Assassina, autocostruzione e pittura giallinovagabondo
Killa Kan, autocostruzione e pittura giallinovagabondo
Lattina Assassina, autocostruzione e pittura giallinovagabondo
Killa Kan, autocostruzione e pittura giallinovagabondo
Lattina Assassina, autocostruzione e pittura giallinovagabondo
Killa Kan , autocostruzione e pittura giallinovagabondo

 

Fonti Uniformologiche :

Warhammer 40,00 – ” Codex Orks” – Games Workshop

Autocostruzione di una Killa Kan -prima parte

Oggi vedremo come realizzare con poco costo ma con un buon impatto scenico una ‘Killa Kan ‘ dell’esercito degli Orchi Spaziali, mezzo da utilizzare nel gioco Warhammer 40,000; l’esercito degli Orchetti spaziali si presta molto alle rielaborazioni..basta molta fantasia per creare delle varianti alle scatole di montaggio distribuite dalla Games Workshop.

Come base di partenza ho utilizzato l’anima in cartoncino di un rotolo di carta assorbente da cucina, opportunamente tagliato in scala è servito come tronco per la nostra Killa .Sul cilindro in cartone ho quindi incollato con della colla cianoacrilica  vari rettangoli e quadrati di lamierino metallico per sbalzo (questro per simulare la corazzatura creata dagli meccanici orkeschi). Per le gambe ho trovato dei vecchi pezzi di modellini a carattere futuristico che prontamente segati si sono adattati alla perfezione, le due gambe sono state incollate alla lattina sempre con della colla cianoacrilica. Come torretta ho utilizzato un semplice tappo di plastica riciclato da una bottiglia d’acqua minerale, sulla torretta ho incollato un pezzo che in origine era una mina magnetica contenuta nella scatola base dei  ‘Boyz’, la mina simula perfettamente un portello d’accesso al mezzo.

Lattina Assassina visione laterale,elaborazione giallinovagabondo
Killa Kan visione laterale,elaborazione giallinovagabondo

Come armi ho utilizzato dei pezzi in eccedenza contenuti nella citata scatola, poi mi sono dedicato al motore, per simularlo ho preso sempre dei pezzi dai modellini usati in precedenza per le gambe, vi ho aggiunto dei cavi di rame per simulare giunti o tubature e una piastra metallica con un glifo orchesco.

Lattina assassina vista posteriore, autocostruzione giallinovagabondo
Killa Kan vista posteriore, elaborazione giallinovagabondo

Il modellino a questo punto era praticamente terminato tranne che per il terreno, per prima cosa ho cercato una base tonda di un diametro adeguato a contenerlo, lo ho incollato sempre con colla cianoacrilica, asciugato il tutto ho dato sulla base una mano di marrone scuro come fondo e in seguito vi ho steso uno strato di Citadel Technical Agrellan Earth, colore particolare che asciugandosi crea un effetto zolle di terra arida.

Agrellan Earth,Citadel Technical
Agrellan Earth,Citadel Technical

Sullo strato di colore ancora umido ho incollato poi dei pezzi di sughero e legno per simulare le rocce.

Lattina assassina vista laterale, elaborazione giallinovagabondo
Killa Kan  vista laterale, elaborazione giallinovagabondo
Lattina assassina vista anteriore, elaborazione giallinovagabondo
Killa Kan vista anteriore, elaborazione giallinovagabondo

Sul modellino ho quindi dato una mano di primer nero spray per preparare la colorazione.

Lattina assassina preparata per la colorazione con primer nero, elaborazione giallinovagabondo
Killa Kan  preparata per la colorazione con primer nero, elaborazione giallinovagabondo

Fonti Uniformologiche :

Warhammer 40,00 – ” Codex Orks” – Games Workshop

 

Orco cavalcalupi

La miniatura che propongo oggi non esiste in commercio è una libera commistione di due pezzi in plastica della Games Workshop appartenenti a due differenti serie.. L’orchetto infatti proviene da una vecchia scatola base di Warhammer Fantasy Battle mentre il lupo è un mannaro in plastica del gioco di Battaglie del Signore degli Anelli; entrambi sono in scala 28mm circa.

Per prima cosa ho ripulito ambedue le miniature dalle imperfezioni di fusione, questo con un cutter ben affilato, intervenendo poi a lisciare il tutto con una carta abrasiva molto fine; l’operazione seguente è stato il lavaggio con detergente per piatti. Asciugate le componenti ho incollato il mannaro con della colla cianoacrilica (è infatti composto da diverse parti da assemblare), fissandolo pui su una basetta tonda del diametro di 40mm (basetta definitiva), sulla medesima ho incollato invece con della colla vinilica un mix di vari terricci e un pezzetto di sughero per simulare una roccia. L’orco invece è stato montato su di una base provvisoria in quanto destinato a montare il lupo mannaro; a questo punto ho dipinto di nero entrambi i pezzi utilizzando un primer spray.

Sono quindi passato a stendere i seguenti colori di base :

Lupo Mannaro : marrone rossiccio  (pelo), carnicino (pelle), rosso (lingua e occhi), sabbia (zanne e unghie)

Orchetto : rosso (calzoni e occhi), sabbia (giubba, benda e zanne), verde (pelle), cuoio (cintura e cinghie giubba), nocciola (scudo), terra d’ombra (manico mannaia e interno scudo), metallo brunito (mannaia, spallacci , piastra giubba, rivetti scudo, bracciale), cuoio scuro (stivali). Su entrambi i pezzi ho effettuato poi un lavaggio con inchiostrop seppia, tranne che per la pelle dell’orco dove invece ho utilizzato un inchiostro verde scuro.

Per dipingere il mannaro ho utilizzato la tecnica del dry brush, passando sul suo pelo varie mani di color marrone stemperato con del sabbia, poi ho evidenziato le ombre con un inchiostro nero, per la parte della pelle invece ho lumeggiato il carnicino con un miscuglio di rosa e giallo di Napoli.Per zanne e lingua ho utilizzato sempre la stessa tecnica lumeggiando con un mix di colore base stemperato con del bianco. Anche in questo caso ho poi evidenziato le ombre con del marrone scuro mixato con del nero. Il terreno della basetta è stato dipinto prima con del verde oliva, inchiostrato con del seppia , poi utilizzando sempre la tecnica del dry brush ho dato diverse mani di carnicino sempre più chiaro arrivando al bianco nell’ultimo passaggio; ho poi dettagliato il tutto con erba sintetica.

L’orchetto invece è stato dipinto lumeggiando i colori base con del bianco e ombreggiando sempre i medesimi colori con del grigio di Payne; i metalli invece sono stati schiariti con delle tonalità più chiare (argento per il metallo brunito e oro pallido per l’oro). Terminata la pittura ho rimosso la basetta provvisoria dall’orco tagliando con un tronchese anche il piedistallo di plastica che ne permetteva l’imbasettamento. Ovviamente ho dovuto ritoccarei punti di giunzione tra stivali e piedistallo. A questo punto ho incollato con della colla cianoacrilica l’orchetto sulla sua irsuta cavalcatura, il pezzo si adattava alla perfezione e non ha necessitato di adattamenti o d’inserimento di perni che lo fissassero in posizione.

Orchetto cavalcalupo, miniature plastica 28mm Games Workshop, rielaborazione e pittura giallinovagabondo
Orchetto cavalcalupo, miniature plastica 28mm Games Workshop, rielaborazione e pittura giallinovagabondo
Orchetto cavalcalupo, miniature plastica 28mm Games Workshop, rielaborazione e pittura giallinovagabondo
Orchetto cavalcalupo, miniature plastica 28mm Games Workshop, rielaborazione e pittura giallinovagabondo
Orchetto cavalcalupo, miniature plastica 28mm Games Workshop, rielaborazione e pittura giallinovagabondo
Orchetto cavalcalupo, miniature plastica 28mm Games Workshop, rielaborazione e pittura giallinovagabondo
Orchetto cavalcalupo, miniature plastica 28mm Games Workshop, rielaborazione e pittura giallinovagabondo
Orchetto cavalcalupo, miniature plastica 28mm Games Workshop, rielaborazione e pittura giallinovagabondo
Orchetto cavalcalupo, miniature plastica 28mm Games Workshop, rielaborazione e pittura giallinovagabondo
Orchetto cavalcalupo, miniature plastica 28mm Games Workshop, rielaborazione e pittura giallinovagabondo

Kommandos Space Orks

La miniatura che propongo oggi è nata in origine come pezzo dell’esercito degli Orks  per Warhammer Fantasy Battle, infatti è contenuta in un blister della Citadel e rappresenta un ” ORCO SELVAGGIO CAPO ” il pezzo è in plastica e da assemblare. Osservando bene l’orco mi è venuta in mente una semplice conversione, visto che stavo preparando un esercito di Space Orks per Warhammer 40,000 ho pensato di trasformarlo in un temibile Kommandos

Per prima cosa ho sgrassato il soldatino lavandolo con detersivo per piatti, quindi sono passato alla fase d’assemblaggio, ho mozzato i piedi dell’orketto (i piedi nudi male si adattavano all’ambientazione futuristica) sostituendoli a dei piedi precedentemente tagliati ad un orko  del 40,000; mi sono dedicato alla creazione di calzoni, sovrapponendo alla gamba nuda dei pezzi di cartina per sigarette precedentemente bagnati e mischiati a colla vinilica. Per rendere ancora più convincente la miniatura ho aggiunto un mitragliatore e delle cartuccere incollandoli alla cintura del nostro Kommandos. Terminata la conversione ho incollato il tutto su di una basetta tonda del diametro di 20mm, sulla basetta ho aggiunto della sabbia da modellismo e una rovina metallica ricavata da elementi scenici del gioco NECROMUNDA, asciugata la colla ho spruzzato una base di primer nero.

Nella prima fase della pittura ho dato un verde scuro per la pelle del mostro spaziale, un rosso scuro per il perizoma, un sabbia per i calzoni, blu per i capelli e lingua ,nero per gli stivali, metallo brunito per ascia e mitragliatore, metallo dorato proiettili e protezione gambe e rovine metalliche ; sul tutto ho steso due differenti tipi di lavaggio con inchiostri (verde sulla pelle e nero su tutto il resto): Nella fase della lumeggiatura ho utilizzato delle punte di bianco mischiate ai colori di base tranne che per la pelle alla quale ho unito pure del giallo brillante e per i metalli che sono stati schiariti con tonalità più chiare (argento e oro brillante). Le ombreggiature le ho effettuate unendo alle tinte di base del grigio di Payne.Per i calzoni mimetici ho aggiunto al fondo sabbia delle striature verde chiaro e bianche contornate di nero.

Il terreno è stato prima dipinto con un verde oliva, poi lavato con inchiostro seppia poi utilizzando la tecnica del dry brush schiarito con varie mani di color sabbia sempre più chiaro, alla fine ho dettagliato il tutto con erba e cespugli sintetici.

Guaztatore Orko, miniatura in plastica 28mm Games Workshop,rielaborazione e pittura giallinovagabondo
Kommandos Space Orks, miniatura in plastica 28mm Games Workshop,rielaborazione e pittura giallinovagabondo
Guaztatore Orko, miniatura in plastica 28mm Games Workshop,rielaborazione e pittura giallinovagabondo
Kommandos Space Orks, miniatura in plastica 28mm Games Workshop,rielaborazione e pittura giallinovagabondo

 

Fonti Uniformologiche :

Warhammer 40,00 – ” Codex Orks” – Games Workshop

 

 

 

Uncle Meat – parte terza

UNCLE MEAT: PITTURA

Come per la base scenica, prima di passare alla pittura, ho provveduto a dare una base di primer nero GW all’Uncle Meat.
Successivamente ho iniziato a stendere i colori di base sulle aree più ampie della miniatura: incarnato, motosega e grembiule. Di solito preferisco dare i colori base a tutto il pezzo, per poi procedere alle lavature e successivamente alle lumeggiature. In questo caso essendo le tre parti “predominanti” dal punto di vista volumetrico, ho preferito dipingerle completamente cercando di ottenere un’armonia cromatica soddisfacente, per poi passare alle aree più piccole (stivali, spalline in cuoio, oil dispenser ecc.).
Per quanto riguarda l’incarnato, volendo ottenere come risultato finale un tono medio/chiaro,  ho utilizzato come colore di base (tono medio) il Brown Sand (Vallejo) sul quale ho successivamente effettuato una lavatura di inchiostro Seppia (95%) + inchiostro Nero (5%) diluiti in un medium opaco per colori acrilici (50%-50%).
Sul grembiule, dopo aver deciso di non utilizzare le lavature, ho dato un colore di base piuttosto scuro; Black Green (Vallejo). Iniziando in questo caso dal tono più scuro, mi permetterà, in fase di lumeggiatura, di regolarmi meglio sul tono finale che vorrò ottenere.
Questa tecnica risulta più difficile perché non si hanno riferimenti per quanto riguarda il posizionamento delle ombre, ma il risultato finale presenterà una pulizia nettamente superiore a quello ottenuto nelle zone dove sono state effettuate le lavature.
Per la motosega, visto che andrò ad operare la tecnica delle scrostature come sul mezzo-bidone della base scenica (vedi Parte II), ho utilizzato come colore di fondo un Ruggine.
Le parti metalliche con Boltgun Metal (GW).

Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois
Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois
Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois
Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois

 

Ad asciugatura avvenuta e con le zone d’ombra appena evidenziate dalla lavatura, ho iniziato a lumeggiare la pelle utilizzando un color Carne chiara (Vallejo) aggiungendo inizialmente una punta di rosso mattone, per rendere l’effetto più “vivo”.

 

Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois, particolare schiena
Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois, particolare schiena

Terminata la lumeggiatura di tutta la pelle ho effettuato delle velature (pennello umido) con del Gory Red (Vallejo) 10% + acqua 90%, su parti del viso e sui gomiti.

Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois, particolare viso
Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois, particolare viso

Come anticipato, per la motosega ho operato come sul mezzo-bidone e sulla tanica applicati sulla base scenica: applicazione del mascherante a pennello sul colore di fondo, colorazione della motosega, rimozione del mascherante con pennello di gomma e ritocchi finali.

 

particolare motosega
particolare motosega
particolare motosega
particolare motosega

 

Per le lumeggiature del grembiule ho utilizzato inizialmente il Bright Green (Vallejo) mescolato al colore di base in proporzioni sempre maggiori ad ogni passaggio, fino ad utilizzarlo puro. Successivamente sono passato al Camo Green (GW) e per i massimi punti di luce ho aggiunto una piccolissima parte di Unbleached Titanium (Liquitex).
Per spalline e cinghie di cuoio ho utilizzato come colore di base il Black Brown (Vallejo), schiarito in più passaggi con il Dark Flash (GW) e con Unbleached Titanium (Liquitex) per le luci finali.
Sugli stivali, volendo ottenere un risultato finale “molto arancione” 🙂 , ho utilizzato come base lo Snakebite Leather (GW), successivamente lumeggiato con il Pumpkin (Vallejo) e Bianco.
Per invecchiamenti ed usura delle varie parti metalliche ho operato soprattutto la tecnica delle lavature con inchiostri di varie tonalità di marroni e nero. Per i riflessi di luce e cromature ho utilizzato il Silver Ink (Windsor&Newton).

 

Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois,pittura STE
Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois,pittura STE

 

Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois,pittura STE
Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois,pittura STE

 

Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois,pittura STE
Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois,pittura STE
Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois,pittura STE
Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois,pittura STE

 

Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois,pittura STE
Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois,pittura STE
Dettaglio Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois,pittura STE
Dettaglio Miniatura resina 30mm della Miniature Factory scolpita da Jacques Alexandre Gillois,pittura STE

 

STE

UNCLE MEAT – Slaughtermeister – Parte Seconda

BASETTA: COSTRUZIONE E PITTURA

Con l’idea di voler ambientare l’Uncle Meat in una sorta di discarica chimica, ho ricoperto la parte superiore del plinto di legno con in sughero, utilizzando la colla vinilica per far aderire i due elementi.
Ad asciugatura avvenuta, ho iniziato a scavare il sughero con il cutter cercando di simulare una profonda pozzanghera.

Plinto in legno e Sughero
Plinto in legno e Sughero

Successivamente ho applicato un ulteriore pezzo di sughero sulla parte superiore della pozzanghera, alloggiando nello stesso il tubo di scarico (pezzettino di plastica recuperato da una penna esaurita) e fermando tutto con la colla vinilica.

Lavorazione sughero
Lavorazione sughero

Durante la fase di asciugatura del plinto, ho iniziato a costruire separatamente la torretta in rovina da applicare sopra la discarica, utilizzando ancora del sughero, una sezione di veicolo militare in plastica…

sughero e sezione veicolo militare
sughero e sezione veicolo militare

…gli stampi di styrene, il foglio di plasticard e piccoli oggetti di recupero.

basetta stirene e cannucce
basetta stirene e cannucce

Terminata la costruzione, ho applicato la struttura sulla parte superiore della pozza fermandola con la colla vinilica.
Successivamente ho testurizzato le parti in sughero con una miscela di colla vinilica e sabbia da cantiere per creare un effetto terroso.

lavorazione piattaforma
lavorazione piattaforma

Per concludere, ho applicato sassolini e detriti per dare vita allo scorcio di discarica che dovrà ospitare Uncle Meat.

aggiunta dettagli alla discarica
aggiunta dettagli alla discarica

Prima di iniziare a dipingere tutti gli elementi, ho approntato dei perni sotto i piedi della miniatura (per darle maggiore stabilità quando andrò ad applicarla definitivamente alla base)  e l’ho posizionata provvisoriamente sulla torretta per valutarne la giusta posizione.

posizionamento della miniatura sulla piattaforma
posizionamento della miniatura sulla piattaforma

Soddisfatto della composizione, ho provveduto ad applicare uno strato di primer spray nero e, successivamente, a ricoprire il plinto con del nastro adesivo di carta per evitare di sporcarlo durante la pittura.
La fase successiva è stata quella della stesura dei colori di base: Marrone scuro per quanto concerne terra e  sassi, metallo brunito per le parti metalliche (piattaforma, reti ecc.).
Le zone di terra sono state poi schiarite con dei toni di marrone più chiari, mentre pietre e sassi con scale di grigio. A lumeggiature ultimate ho applicato dei pigmenti in polvere per rendere l’effetto terra ancora più realistico.
Sui metalli ho lavorato principalmente con le lavature, prima di acrilici (ocra e rosso mattone) e successivamente di inchiostri (marrone e nero) per ottenere un risultato finale leggermente più lucido.
Prima di aggiungerli alla composizione, ho provveduto a dipingere anche la tanica ed il (mezzo) bidone. Per creare l’effetto delle scrostature ho dato un colore di fondo color ruggine e successivamente ho applicato a piccole chiazze il mascherante della Humbrol, servendomi di un vecchio pennello. Dopo qualche minuto, necessario per far asciugare il mascherante, ho provveduto a dipingere tanica e bidone con del blu/turchese schiarito in più fasi con il bianco.
Per finire, mi sono servito di un pennello di gomma per rimuovere il mascherante, creando così l’effetto voluto.
Posizionato il bidone, ho colato nella pozza l’effetto acqua bicomponente della Prochima, opportunamente scurito con pigmento verde e marrone.
In ultimo ho applicato sul bordo della pozzanghera il ratto dipinto in precedenza.

pittura piattaforma
pittura piattaforma
pittura piattaforma
pittura piattaforma

 

STE